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Inter in panne, mancano i punti

Conte non si scompone: "Nel giro di un anno torneremo a far paura"

Il giocattolo Inter di Antonio Conte sembra si sia inceppato: solo tre vittorie nelle prime dieci partite tra campionato e Coppe, l’ultima volta è stato nel 2016/2017, quella disastrosa di Frank de Boer. Il copione nerazzurro si ripete da diverse partite: scende in campo equilibrata, ma meno aggressiva dell’avversario. I giocatori sono sempre in affanno, in ritardo sulle seconde palle, tanti errori in fase di costruzione, schemi difficoltosi nel reparto offensivo. Per non parlare di quella costruzione di gioco ripartendo dal portiere a volte da gastrite.

Di sicuro, l’ultima e nuova idea Conte di fare un gol più dell’avversario al momento non funziona. Se è pur vero che nella ripresa, i nerazzurri potevano chiudere la partita in diverse occasioni; dopo le sostituzioni però l’Inter ha arretrato il baricentro fino a prendere gol e poteva finire anche peggio. Sicuramente non è il momento di buttare tutto dalla finestra, ma di certo vanno fatte delle riflessioni: non si può finire il primo tempo con zero tiri in porta. 

I RITORNI –  La nota positiva è che non ci sono stati calciatori gravemente insufficienti, ma anche nessuno a brillare particolarmente. Con il ritorno del 3-5-2 classico tanto caro a mister Conte, senza il trequartista, con Brozovic regista e con Barella e Vidal mezzali, si è vista un’Inter più equilibrata e a tratti anche attendista, leggermente noiosa. Questo ritorno al passato lo si deve probabilmente alle dichiarazioni di Marotta dopo il match contro il Real Madrid: “La caratteristica più negativa è che prendiamo diversi gol, Conte ci starà sicuramente lavorando”.

La ricomparsa di Skriniar tra i titolari, sarà un caso, dopo l’incomprensibile voglia del mister di liberarsene quest’estate, ha dato molta sicurezza al reparto difensivo. L’Inter subisce pochissimo e solo negli ultimi minuti quando i nerazzurri arretrano il baricentro. Un leggero sospiro di sollievo arriva anche dal ritorno al gol anche in Serie A di Lautaro Martinez che con il secondo timbro consecutivo, torna leader nel momento del bisogno.

MISTERO ERIKSEN – Con il tempo che passa, il futuro di Christian Eriksen sembra sempre più lontano dalla sponda nerazzurra milanese. Il feeling con Antonio Conte, ufficialmente non è mai scattato e le ultime due esclusioni, contro il Real Madrid e contro l’Atalanta, pesano ancora di più sul giocatore aumentando notevolmente la possibilità di un addio a gennaio. Il punto di non ritorno può essere stata l’ultima sua partita contro il Parma, quando Conte non ha gradito un atteggiamento troppo molle in campo del danese. Non mancano però le criticità sulla gestione del giocatore da parte dell’allenatore che non si è mai troppo sforzato di integrarlo tra le file nerazzurre.

Ovviamente questa situazione si riflette completamente sulla stabilità emotiva e psicologica di Eriksen, che non si è mai sentito a casa. Le ultime esclusioni, che sembrano quasi forzate, hanno fatto storcere il naso anche ai tifosi, che non si capacitano di come sia possibile non vederlo mai giocare; a maggior ragione in un momento di emergenza nel reparto offensivo. La speranza è che ci sia un riavvicinamento e che si possa godere delle maestose giocate a cui ha abituato i tifosi degli Spurs, indignati della vendita al momento della sua partenza.

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