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Inter, cosi non ci siamo

Dopo la sconfitta contro il Real Madrid arriva il Sassuolo di De Zerbi

L’Inter esce sconfitta e con le ossa rotte dalla partita “dentro-fuori” contro il Real Madrid. La brutta prova contro i blancos condanna la Beneamata ad una quasi certa eliminazione dalla Champions League, che per il terzo anno di fila avviene ancora ai gironi. Oltre il danno la beffa: questa vittoria è stata per il Real Madrid la prima in casa dell’Inter in competizioni europee. Solo un miracolo può salvare i nerazzurri in Champions, appesi disperatamente alla matematica ma, soprattutto, senza anima e idee. La cosa mortificante è che l’Inter ha seguito un leitmotiv esibito quasi per tutta la stagione, quello di complicarsi la vita senza una logica. Entra in campo priva di mordente, continua a sbagliare passaggi in zone pericolose e, cosa ancora più grave, mette in mostra un nervosismo senza pari.

VIDAL – Praticamente nessuno si salva dall’insufficienza, ma il peggiore su tutti è stato sicuramente Vidal. Il cileno è stato preso per portare esperienza e carattere, cosa che al momento non si è vista. Anzi, l’espulsione al 33′ per proteste fa ancora più innervosire i tifosi, perché non ce lo si aspetta da un giocatore come lui.

TATTICA – L’Inter scende in campo con l’ormai classico 3-5-2, tanto caro a Conte che si trasforma in 3-4-1-2 in fase offensiva. Lo spettacolo offerto contro il Real è stato desolante, soprattutto nel primo tempo che è stato quasi tutto un torello madrileno. Nel secondo tempo con l’Inter in dieci uomini e nella disperazione, il tecnico molla finalmente la difesa a tre e prova un 4-4-1. Incredibilmente i nerazzurri mostrano più solidità e sicurezza con un uomo in meno, il Real trova meno spazi e arrivano anche i primi tiri in porta nello specchio madrileno.

CASO ERIKSEN –  Interisti infuriati chiedono spiegazioni, non solo per la prestazione decisamente sottotono, ma anche per la scelta incomprensibile del tecnico di far entrare Eriksen a 5′ dalla fine. Una decisione spregevole, che suona come un’umiliazione. Sembra quasi una questione personale, forse tra Conte e il danese, o tra il mister e la società, ma gestita così fa molto arrabbiare. Ovviamente è comprensibile che non si voglia cucire la squadra intorno a lui, ma trattarlo così è una esagerazione, è mobbing. Come fa un giocatore poi a entrare motivato, con voglia e pronto a spaccare tutto? Di solito si fa entrare cosi un ragazzino per fargli annusare l’emozione della partita dei grandi, ma non per umiliare un riconosciuto signor giocatore. Di sicuro Eriksen, entrando senza creare polemiche, si è comportato da assoluto professionista.

CONFERENZA MANCATA – Antonio Conte non parlerà in conferenza stampa alla vigilia di Sassuolo Inter, in programma sabato pomeriggio alle ore 15.00 al Mapei Stadium. La consueta conferenza stampa ad Appiano Gentile è saltata per via dell’appuntamento con la concomitante assemblea dei soci. Una decisione un pò strana, dieci minuti di conferenza non avrebbero creato problemi all’assemblea. Certo, non che sia stato studiato il diniego, ma sicuramente suona un po’ come prendere la palla al balzo per evitare di avere un confronto con le domande.

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