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Europa amara per l’Inter

Finisce a reti bianche la partita contro lo Shakthar

C’è tanta rabbia e amarezza in casa Inter dopo l’eliminazione nei gironi della Champions League. Nonostante il risultato favorevole in contemporanea a Madrid, i nerazzurri non sono riusciti a strappare allo Shakhtar quella vittoria che sarebbe valsa il passaggio del turno. Tutti prima della partita urlavano al biscottone, quando prima forse bisognerebbe cercare di vincere le proprie partite. Bastava un gol.  Certamente la Beneamata è stata sfortunata: la traversa colpita da Lautaro, che ancora trema, la “parata” di Lukaku allo scadere e due parate miracolose di Trubin. Ovviamente, è anche certo che sia la squadra sia Conte hanno delle colpe. L’atteggiamento è stato sbagliato, così come nei 2 match contro il Real, per non parlare dei cambi che definire tardivi è un eufemismo.

La dipartita da ultimi del girone è una condanna che riassume tutto quanto si è già detto. In Italia ti basta avere un certo tipo di qualità, tanti nervi, equilibrio e fisico. Ma in Europa la qualità deve salire e ci sono dei giocatori di qualità in questa rosa che sono stati fortemente ignorati, se non totalmente.

L’EQUILIBRIO – Conte sacrifica sempre la qualità sull’altare di un suo personale equilibrio. Se i risultati arrivano puoi aver ragione, però se non arrivano qualche domanda bisogna porsela, qualche dubbio ti deve venire. In questo caso poi, l’equilibrio non serviva a nulla, eri dentro o fuori, perdere o pareggiare non cambiava nulla e allora perché non sbilanciarsi prima? Perché non provare a prenderceli questi ottavi di Champions anche lasciando le praterie dietro.

 

 

ERIKSEN –  L’accanimento contro Eriksen ormai è stucchevole, fastidioso e controproducente. Il danese è un professionista, si allena perfettamente e entra in campo senza fiatare anche per giocare 20 secondi di partita. E’ stato forse il più pericoloso negli ultimi minuti regalati da Conte, due tiri in porta e quei corner tesi che non si vedono da epoca Sneijder. Non si capisce il perché di questo accanimento. La qualità in una squadra serve, alle volte può essere sacrificata ma quando conta la devi mettere in campo.

LA POLEMICA – “C’è grande amarezza – aggiunge Conte – perché potevamo comunque passare. Cambi tardivi? Con Sanchez ci saremmo sbilanciati molto, poi c’era Lautaro che aveva finito le energie e in mezzo al campo eravamo contati. Ho preferito mettere una punta in più invece di Eriksen per Gagliardini.”. Conte, che risponde alle domande di Sky, rifiuta la tesi di una mancanza di gioco. “Oggi lo Shakhtar ha stravolto il suo sistema per giocare con noi. Quale problema di gioco avremmo? Pensate prima di fare le domande”. Conte discute anche con Fabio Capello, che gli chiede come mai l’Inter non abbia mai un piano B. “Certo che l’ho il piano B. Ce l’abbiamo ma non vogliamo renderlo pubblico, se no poi gli avversari si preparano anche per quello”.

 

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